Martedì 2 febbraio a Specchia si svolgerà la “Fiera della Candelora”, appuntamento secolare che ogni anno richiama numerosi visitatori e venditori, con la vendita di capi di abbigliamento, alimentari, calzature, utensili per la casa, materiali per la lavorazione della terra, capi di bestiame. Si svolgerà lungo via Umberto I, Via Plebiscito, Piazza del Popolo, via Amendolara e via Matteotti. La “Fiera della Candelora” è una delle più antiche e tipiche manifestazioni salentine. Già nel numero del 11 febbraio 1899 de “La Provincia di Lecce” così si leggeva: “Quest’anno la fiera della Candelora è riuscita molto importante, benché il tempo fosse minaccioso,il concorso dei forestieri,dei negozianti,dei venditori e dei compratori è stato eccezionale.
Si son fatti moltissimi affari e i contratti per compravendita di bestiame grosso e minuto sono stati di gran lunga superiori a quelli degli anni scorsi,benché i prezzi in generale siano stati piuttosto sostenuti.” Solo in questa giornata dell’anno, i contadini locali vendono le “pestanache”, caratteristiche carote dolci, caratteristiche carote di polpa dolce, consumate come ortaggio, crude o cotte, usate anche come aromatizzante per le vivande di utilizzo quotidiano, un prodotto che i contadini hanno accuratamente coltivato per tutto l'anno, un appuntamento che richiama numerosi gli abitanti dei paesi vicini.
{affiliatetextads 1,,_plugin}A Specchia la celebrazione è particolarmente sentita dalla comunità che la rivive attraverso significativi segni ereditati dall’antica tradizione. Il termine deriva dall’antico latino "candelorum", per "candelaram", benedizione delle candele, attribuito dai cristiani alla festa celebrata in ricordo della presentazione di Maria al Tempio quaranta giorni dopo la nascita di Gesù. Per gli ebrei, dopo il parto di un maschio, una donna era considerata impura per un periodo di quaranta giorni. Come per il Natale, il giorno scelto per la festività ricalca una festività pagana preesistente, in quanto il calendario in vigore nell'Antica Palestina non era quello attuale.
Per l’edizione di quest'anno, eccezionalmente, sarà possibile visitare ancora il presepe artistico realizzato da Nicola Cacciatore, con una superficie di circa 20 metri quadri. Gli anziani ricordano che la sera del 2 febbraio, l’intera famiglia si riuniva per ricevere tutto ciò che aveva abbellito il presepe; poi si andava in chiesa per la funzione religiosa e per fare benedire le candele. I ceri benedetti venivano conservati in casa dai fedeli ed accesi, per placare l'ira divina, durante violenti temporali, oppure in tutte quelle circostanze in cui si sentiva il bisogno di invocare l’aiuto divino nell’assistenza di un moribondo o nell’attesa di una persona cara che non tornava o si riteneva in grave pericolo.
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