Arrivano nel pomeriggio le decisioni del giudice sportivo,una raccolta di ingiustizie e soprusi subiti dal nardò calcio in quel di terlizzi. A cominciare dalle intimidazioni ricevute dai granata all'arrivo al "comunale", passando dal ruolo degli addetti alla sicurezza in campo che invece di garantire l'ordine minacciavano e provocavano di continuo i giocatori e tifosi ospiti, andando all'irrigazione dell'area di rigore dove si doveva difendere la squadra neretina, fino alle risse provocate dalla stessa security e dai tifosi di casa entrati in campo grazie alla "magica" apertura dei cancelli di ingresso al terreno di gioco. Basterebbe tutto questo per immaginare una pesante punizione per la squadra terlizzese sapendo anche che questa società era soggetta a plurime recidive come scritto nel comunicato stesso.
Lo chiedeva il nardò calcio, i neretini, ma sopratutto lo chiedeva lo sport. Il giudice sportivo,invece, si è limitato a squalificare il campo del terlizzi per una giornata lasciando impuniti tutti coloro che hanno partecipato a questo festival dell'antisportività. I vari agenti alla security,i vari tifosi terlizzesi in campo, i vari tesserati della squadra di casa non hanno subito nessuna sanzione e sono liberi di ripetere quanto già fatto. Ancora una volta si è persa l'opportunità di punire questa società che fà di atteggiamenti antisportivi la sua arma per ridurre il gap con le dirette rivali. Ancora una volta la lega ha chiuso gli occhi contro queste squadre baresi che fanno i loro porci comodi in questa marcia categoria. Ci sono società più forti in lega e davanti al giudice sportivo e chi meno come il nardò, ma in campo la squadra granata si è dimostrata superiore a tutto e si spera che lasci questa categoria corrotta il più presto possibile.
Pierpaolo Testa
