MELENDUGNO - La società TAP (Trans-Adriatic-Pipeline) interessata alla realizzazione di tale progetto che con una inaccettabile variante vorrebbe squarciare il basso Salento a partire da San Foca per oltre 20 kilometri, con conseguente correlato inquinamento in continuo dell’aria, da emissioni nocive inquinanti, e intrinseca pericolosità apportata al territorio ai danni delle comunità locali, organizza un pubblico incontro per la presentazione della sua variante progettuale presso la sala convegni – plesso scuola media, in via San Giovanni a Melendugno, per giovedì 16 febbraio alle ore 17:00 . I cittadini sono pertanto invitati, da noi tutti, ad una forte ed attiva partecipazione volta alla massima democratica difesa del loro territorio, che sarà anche il territorio dei loro figli e nipoti!
L’associazione Tramontana, insieme al comitato Cambio di Rotta e al Comitato NO TAP, in occasione dell’incontro pubblico, ribadiscono il rifiuto della variante TAP al progetto originale. Tale progetto prevedeva originariamente il ragionevole approdo del gasdotto proveniente dall’Azerbaijan, passando per l’Albania, a sud di Brindisi, direttamente nell’area industriale costiera dove insistono le mega centrali termoelettriche a carbone fossile dette di “Cerano” e di “Brindisi Nord”, che da tempo in tanti chiedono di convertire proprio a gas fossile, come tecnicamente ben possibile, per abbattere drasticamente le loro emissioni nocive frutto della combustione del solido carbon fossile, mentre adesso a seguito di questa ben più altamente impattante variante, il gasdotto lo si vorrebbe fare sbarcare in una località di rilevante pregio naturalistico e di interesse turistico come San Foca a sud di Lecce.
Non solo. Si ricorda che rispetto all’ipotesi di partenza il tracciato on-shore (su terraferma) comporterebbe un impatto devastante sulla Penisola Salentina già a grave rischio di martorizzazione per la speculazione dei mega impianti industriali della cosiddetta “green economy” di fotovoltaico, eolico e biomasse. Il territorio di Melendugno sarà minacciato, come se non bastasse, anche dalla presenza di una centrale di depressurizzazione, correlata al gas-dotto, che avrà emissioni inquinanti paragonabili ad una centrale a gas, che altereranno l’attuale salubrità dei luoghi, e dell’aria che respiriamo, a danno della salute di cittadini e turisti.
Né possono considerazioni economiche, o d'altro tipo, sul tracciato, per altro altamente discutibili, per pochi chilometri o centinaia di metri in più o in meno dello stesso in mare, giustificare un tale danno ad un territorio abitato e vergine, e dalla cultura millenaria, come sarebbe alla luce di questa assurda variante!
Si denuncia inoltre la mistificazione da parte del consorzio TAP in merito alla riduzione del tragitto sulla terraferma da 25 a 5 km, in quanto non si tratta di una reale riduzione della lunghezza bensì di un passaggio di consegna nella realizzazione dello stesso da TAP a Snam Rete Gas. Uno squarcio del territorio salentino, con distruzione di oliveti, preziose testimonianze della civiltà contadina ed archeologiche, e con il passaggio del pericoloso tracciato, per enormi portate di gas altamente infiammabile ed esplosivo, nei pressi spazialmente di centinaia di abitazioni, data l’alta densità abitativa del territorio urbano-rurale del Salento che si vorrebbe ora attraversare!
I comitati richiedono che l’approdo del gasdotto venga realizzato nell’area industriale di Brindisi, così come indicato nel progetto iniziale, annullando pertanto la variante San Foca in modo da poter così attuare logisticamente, azzerando i costi di infrastrutturazione correlata per la fornitura del gas, le direttive contenute nel P.E.A.R. (Piano Energetico e Ambientale Regionale) che sostengono l’utilizzo del gas finalizzato a ridurre la produzione di energia da fonti fossili ben più inquinanti quali il carbone fossile ed il petrolio. In questo scenario il gasdotto deve essere considerato una risorsa fondamentale per riconvertire la centrale di Cerano e di Edipower da centrale a carbone a centrale a gas.
Aspetti questi e correlate opportunità di complessivo miglioramento della qualità dell’aria in Puglia, nonché di minimizzazione dei complessivi impatti ambientali, che rendono ancora più “incomprensibile” la variante che oggi minaccia il sonno degli abitanti di vaste aree assolutamente vergini e, fortunatamente, non industrializzate del Salento, ma pertanto vocate al settore d’eccellenza delle produzioni agro-silvo-pastorali di qualità, e ad un florido turismo di qualità e cultura, favorito anche da un mare pulito e sicuro, anche insignito di diverse “bandiere blu” a riconoscimento della sua eccellenza. Si fa notare inoltre come i gasdotti siano in genere realizzati in aree prettamente industriali e già notevolmente infrastrutturate, come sono Gela, Mazara del Vallo e la stessa area industriale Brindisina, mentre San Foca rappresenterebbe il primo assolutamente anomalo ed inspiegabile caso in Italia di approdo di un gasdotto in un’area a preminente interesse turistico.
I comitati quindi ribadiscono la necessità di abbandonare la variante di approdo a San Foca e si stringono in questo momento così difficile intorno ai loro rappresentanti istituzionali ed in particolare i sindaci, massime autorità sanitarie locali e ufficiali di pubblica sicurezza, ed in particolar modo intorno all’attuale Sindaco di Melendugno, insignito di una simbolica ben più alta responsabilità dato che Melendugno rappresenta il baluardo costiero alla difesa della salute dei cittadini, della loro sicurezza e dell’integrità del territorio ora così minacciato, e delle sue floride salubri ben avviate ed in crescita economie turistiche d’eccellenza, da questo intollerabile assalto!
Lo invitano pertanto, Lui e con lui tutti gli altri sindaci dei feudi più interessati dal tracciato, Melendugno, Vernole, Castrì di Lecce, Lizzanello, Cavallino e San Donato, a farsi portavoce della ferma volontà della popolazione di dire un forte NO a questa variante e a portare questa virtuosa ed inevitabile decisione in tutte le sedi istituzionali e giuridiche, ribadendo a nome di tutti, che la vita e la qualità di vita, di tutti come di un solo cittadino, non hanno prezzo alcuno, non sono mercificabili, né monetizzabili, e che qualsiasi ditta, o società, non può ripagarle né contrattarle con l’offerta di qualsivoglia “royalty”, una tantum o continua, denaro nelle casse del comune per ripagarlo del danno, né benefit alcuno, quali servizi di un ulteriore discutibile infrastutturazione stradale o d’altro tipo, né tanto meno offerte di quantitativi bassi o elevatissimi, che siano, di gas gratuito ai cittadini o ai comune, ribadendo che la vita non ha prezzo, tanto più di fronte a soluzioni tecniche virtuose dal punto ambientale che ingiustificabilmente questa variante calpesta!
ASSOCIAZIONE TRAMONTANA - COMITATO CAMBIO DI ROTTA - COMITATO NO TAP
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