LECCE - Il professore bussava a denari e l’ingegnere pagava. Anche per finanziare la campagna elettorale “del gruppo di An di cui faceva parte”. Anche per rifarsi i bagni di casa. Lo sostiene l’ingegnere Giordano Franceschini, il progettista del filobus, che, dopo alcuni giorni di carcere, è diventato il grande accusatore di Massimo Buonerba. Accuse ancora tutte da verificare. (articolo tratto dal Quotidiano di Puglia, scritto da Gianfranco Lattante)
«Ho continuato a versare le somme di denaro sino all’estate del 2009 - ha raccontato il progettista del filobus ai magistrati - Ogni volta ero sollecitato da Buonerba per sue esigenze personali: rifare i bagni di casa oppure sostenere le spese connesse alla partecipazione elettorale del gruppo di Alleanza Nazionale di cui faceva parte». In quattro anni, da agosto 2005 a luglio 2009, Giordano Franceschini avrebbe versato al professore 659.520 euro “nella speranza di ottenere per suo tramite o su suo suggerimento ulteriori incarichi di progettazione, non necessariamente a Lecce”. Soldi consegnati “mai spontaneamente”, “sempre su richiesta di Buonerba” perché “non c’era un accordo”, ha precisato Franceschini.
Ma non sarebbe stato il solo a beneficiare delle somme sborsate dall’ingegnere perugino dopo l’aggiudicazione dei lavori del filobus di Lecce. Un lungo elenco contiene i nomi di coloro che hanno ricevuto soldi. Nomi in codice, ovviamente. Nomi di fantasia assegnati ai “percettori” di denari: “omone”, “gambadilegno”, “pomodorone”, “aroldo” “boiachimolla” sono quelli che compaiono nell’ordinanza di custodia cautelare notificata a Buonerba. Ma nei verbali degli interrogatori di Franceschini ce ne sarebbero molti di più. E si scava fra pseudonimi e nomi in codice alla ricerca dell’identità, per verificare l’eventuale presenza di persone non estranee alla stessa amministrazione comunale alle quali sarebbero stati smistati soldi provenienti dall’operazione del filobus.
Alcune identità non sono più un mistero. La chiave di lettura è stata fornita dallo stesso Franceschini nel corso di uno degli interrogatori. Così si è appreso che dietro al nome di “pomodorone” si nasconde il professor perugino Raffaele Balli, maestro di Franceschini ed amico fraterno di Buonerba con cui condivideva anche l’adesione alla Massoneria. «Pomodorone era il professor Balli - spiega Franceschini - è venuto con me nei viaggi a Lecce e a cui ho corrisposto 140mila euro per l’interessamento nei miei confronti. Ho annotato i versamenti in concomitanza delle venute a Lecce: il 31 agosto 2005, il 22 settembre 2005 e il 27 gennaio 2006. Nelle medesime date risula effettuato anche il versamento di somme di denaro in favore di Buonerba, ma il denaro a Balli lo versavo a Perugia indipendentemente da Buonerba».
Poi ci sono gli altri beneficiari: «Omone, al quale ho versato complessivamente 130mila euro, che non ho mai conosciuto direttamente. E non so neanche dire quale sia stato il ruolo di “omone” nella realizzazione del progetto. Infatti mi limitavo a consegnare le somme di denaro a Luigi Faccendini, socio della Imet (una delle società dell’Ati che si è aggiudicato i lavori per il filobus, ndr)».
Nell’ordinanza di custodia cautelare non ci sono elementi per svelare l’identità di “gambadilegno”. Qualche sospetto gli investigatori ce l’hanno. Ritengono che dietro al nome in codice possa nascondersi un ex amministratore. Ma è solo un’ipotesi investigativa che non sarebbe stata suffragata neppure dai suggerimenti forniti da Franceschini.
Ma quanti soldi ha dato Franceschini? Probabilmente - a fare due conti con le cifre che compaiono nell’ordinanza di custodia cautelare - di più di quello che ha percepito come compenso per la progettazione del filobus. E lo ha anche detto: «Prendo atto che l’importo complessivo erogato per il filobus di Lecce è superiore ad un milione di euro. Faccio presente, tuttavia, che per me si trattava di un progetto pilota che avrei effettuato anche a costo di non guadagnarci nulla perché mi sarebbe servito per essere più agevolmente accreditato in successivi progetti analoghi».
di Gianfranco Lattante, Quotidiano di Puglia - http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=173325
