Trecento ettari. Così grande dovrebbe essere il sito unico per la raccolta delle scorie prodotte dalle centrali nucleari targate Berlusconi. In realtà un sito unico che dovrebbe contenere due tipologie di scorie, quelle a media e alta radioattività e quelle a bassa radioattività. Una lista fatta da cinquantadue nomi con almeneno una decina di località pugliesi, tra cui ovviamente, non poteva mancare "la zona tra Taranto e Nardò" che in soldoni si traduce in Avetrana. Entro giorno 23 settembre infatti per legge la Sogin doveva consegnare il suo rapporto, un rapporto che in realtà non aggiunge nè toglie nulla di nuovo rispetto alle solite aree di interesse nucleare che furono rilevate qualche decennio fa. Uno spreco di danaro pubblico all'interno di un progetto folle, un pessimo inizio per quello che vuole diventare la gallina dalle uova d'oro per i soliti noti e per la politica senza scrupoli, soldi in cambio del ritorno ad una tecnologia vecchia, illogica e con gravissime ripercussioni sulla salute.
{affiliatetextads 1,,_plugin}Un bel progetto invece per Saglia, sottosegretario allo sviluppo economico famoso per essere il sottosegretario di un ministero che non c'è da quando il convinto nuclearista Scajola fu costretto alle dimissioni in seguito al famoso regalio di case e palazzi. Un progetto che dovrebbe tramutarsi in "un polo della ricerca" grazie al quale si "potrebbe creare nuova occupazione" attraverso l'attività di "ricerca scientifica aperta a laboratori ed aziende di chiara fama internazionale". Sarà, ma permetteteci l'opzione del dubbio. Per fare ricerca e costruire laboratori non c'è bisogno certo del nucleare. Per creare occupazione non c'è bisogno per forza del nucleare, basterebbe che il Governo invece che perdere tempo tra falsi dossier, liti interne, processi e legg ad personam guardasse un po agli interessi generali e alla crisi economica che non accenna a placarsi.
Basterebbe che i vari ministeri, sottosegretari e vice ministri in continuo aumento per puntellara la traballante maggioranza la finissero di fare campagna elettorale continua, di sistemare rampolli e famigliari dei ministri negli enti pubblici e pensassero un po di più all'economia del nostro Paese. Ma è chiaro che arrivati a questo stadio, può essere ragionevole pensare che foraggiare la crisi economica possa essere parte di un disegno chiaro e preciso diretto a far credere nel nucleare come l'ultima, grande risorsa per i giovani di questo paese.
Ma con i pugliesi non si può giocare come se fossimo ad un convegno di Comunione e Liberazione. Una per tutte la dichiarazione del presidente Vendola: "si preparino alla più grande reazione popolare della storia pugliese".

