Dal Governo Lega - Berlusconi ogni giorno sono prodotte delle perle giuridiche tragico-drammatiche interessenti da commentare che se non fosse per il particolare periodo storico che stiamo vivendo, lascerebbero scappare anche qualche sorriso ai commentatori più attenti. E' oramai un secolo e mezzo che il Sud è schiacciato dal potere Nordista che ne frena sviluppo ed economa in quanto secondo tutti gli storici del ramo la questione meriodanale esiste perchè il Nord ne trae un enorme vantaggio. E questo andirivieni oramai secolare in questi ultimi anni sta toccando l'apice in termine di umiliazione del mezzogiorno d'Italia. Secondo il Governo là dove il reddito è inferiore alla media è inutile che ci siano treni, aerei, vie di comunicazione degne di questo nome, università e scuola. Ora dal cilindro leghista è uscita una misura che da almeno 15 anni la destra cerca di propinare alle popolazioni, l'abolizione delle province. Dall'abolizione totale si è passati all'abolizione delle piccole province (dopo che proprio Berlusconi ne aveva create di nuove in Lombardia, Puglia, Sardegna, Marche) ma attenzione non di tutte le piccole province, ma solo delle Province piccole che non confinano con uno stato estero.
E' incredibile da un lato la sfacciataggine della Lega Nord che sa di poter oramai fare tutto con Berlusconi e il PDL ridotti a degli zombi viventi dagli scandali corruzioni-tangenti-cricche-protezione civile. Dall'altro la supina attività dei parlamentari e dei ministri (pochi) meridionali. Ma chi rappresentano queste persone? Rappresentano forse gli interessi del Sud e delle sue genti o rappresentanto gli interessi di Monza-Brianza o di qualche vallata veneta? La verità è che oramai non rappresentano nemmeno se stessi, visto che non hanno più nemmeno la dignità di dichiararsi uomini nati dalla terra del mezzogiorno. Sono due anni che la Lega Nord in ogni provvedimenti normativo umilia e soggioca il Sud senza che essi battano ciglio. Ma davvero non gli interessa nulla a queste persone della terra in cui hanno vissuto i loro padri? Come si sentono ogni volta che scendono dall'areo (pagato da noi) che li trasporta dalla capitale nelle loro terre natiee?
{affiliatetextads 1,,_plugin}Ora, si può essere più o meno daccordo sul fatto di abolire o meno le piccole province. Sono scelte politiche che l'elettorato giudicherà. Ma non è possibile in uno stato democratico fare leggi che valgano solo per una parte del territorio della nazione mentre l'altra parte viaggia sempre sulla deroga leghista. Non è ammissibile, fattibile nè sostenibile che se le piccole province debbano essere abolite, lo debbano essere solo quelle del Sud. Dove sta scritto che una piccola Provincia che "confina con uno stato estero" ha più diritto di esistere rispetto alla Provincia di Matera? Ma chi volete prendere per il culo cari leghisti? Perchè una Provincia che confina con uno stato estero ha abitanti che hanno delle qualità superiori o migliori rispetto al resto del Paese? O avete messo questa norma perchè in caso di abolizione i presidenti e gli assessori leghisti rimarrebbero senza poltrona, e visto che ovviamente è il Nord a confinare con stati esteri si inserisce una dicitura per salvere gli stipendi dei politici leghisti?
Ecco la lista delle Province con popolazione inferiore a 220.000 abitanti che non sono confinanti e che non sono appartenenti a regioni a statuto speciale: Asti, Ascoli Piceno, Massa Carrara, Matera, Fermo, Crotone, Vibo Valentia, Rieti e Isernia. Di queste solo una è del Nord ed è appunto Asti.
Con la storia della "Provincia Confinante con lo Stato estero" vengono salvate le Province di Vercelli, Sondrio, Lodi, Imperia e La spezia. Indovinate chi governa queste Province? La mia opinione è che ovviamente questo è un fuoco di paglia, appena si renderanno conto della idiozia che stanno facendo faranno finire nel dimenticatoio questa norma.

