La storia

Preistoria Salentina tra Specchie, Dolmen e Menhir

DOLMEN

Il dolmen timologicamente è dato dalla unione di due parole bretoni: "dol" che vuol dire tavola, e "men" che vuol dire pietra. I dolmen si trovano in diverse località del territorio salentino: a Statte (TA), Fasano (BR),  Giurdignano (LE), Minervino (LE), Castro (LE), Vaste (LE), Melendugno (LE). Lo scopo della sua costruzione è di carattere prettamente funerario. I dolmen sono delle lastre di pietra orizzontalmente poggiate su dei basamenti verticali. Sono di forma rettangolare e i basamenti possono essere numericamente 6 oppure 7 o anche 8; ogni pezzo del dolmen, dai basamenti alla pietra sovrastante, è monolitico. I basamenti, tutti appunto monoliti, poggiano sulla roccia in modo da sostenere il lastrone ed evitare crolli. Su di essi non compare assolutamente nessun tipo di decorazione. Sono informi e alti al massimo 1.5 m. In fine, verosimilmente e probabilmente, tutti i pezzi, tutte le parti appartenenti ad un dolmen sono state estratte da un unico banco roccioso.

MENHIR

 

Il menhir chiamato anche pietra fitta, ovvero pietra conficcata, è un'altra costruzione megalitica il cui nome etimologicamente è divisibile in due parti: "men" che vuol dire pietra e "hirs" che vuol dire alta. Anche questo monolite si può trovarlo in diverse località del leccese: a Novoli, Lequile, Pisignano, Acaya, Zollino, Martano, Muro, Minervino, Cocumola e Arigliano. Anche i menhir avevano uno scopo unicamente funerario, la loro altezza va da un minimo di 3,5 m a un massimo di 5 m, sia i dolmen che i menhir risalgono ad un'epoca che va da 9000 a 8000 anni a.C. A differenza dei dolmen, i menhir presentano qualche forma di lavorazione: a volte sono addirittura smussati, alla base c'è sempre la roccia su cui poggiano. Un'altra caratteristica del menhir, solo però nel caso in cui dovessero avere la base di forma rettangolare, è quella dell'orientamento delle facce rispetto ai punti cardinali: le facce più larghe sono orientate a nord e sud (questo accade con certezza sistematica su tutto il territorio della provincia di Lecce). Spesso si rileva un'altra caratteristica del menhir, cioè che è pendente, inclinato, tuttavia è molto probabile che questa sia sopravvenuta nel tempo in seguito ad un qualche cedimento. Entrambi gli oggetti megalitici di cui si tratta avevano quindi uno scopo funerario: sul dolmen si poggiavano temporaneamente le salme prima di essere sepolte, il menhir invece indica il luogo in cui la sepoltura avveniva. Da tener conto che la presenza dei dolmen esclude nelle vicinanze la presenza di menhir e viceversa.

 

(Martano) -  Vedi la galleria fotografica sui Dolmen e Menhir

 

SPECCHIE

{affiliatetextads 1,,_plugin} La parola specchia ha le sue origini nella parola latina "speculae" che vuol dire vedere, le specchie erano infatti una sorta di torri di vedetta, erano anche dette cento pietre perché fisicamente il risultato di un accumulo disordinato di pietre. Più propriamente la distinzione tra questi due termini c'è: la specchia serviva come punto di vista alto, le cento pietre invece erano solo il risultato dell'effetto pratico dell'accumulo delle pietre, che erano spesso materiale di risulta. Probabilmente sfruttando poi tutto questo materiale praticamente inutile si è pensato di usarlo allo scopo di avere un punto di vista privilegiato rispetto alle terre circostanti.
Tuttavia risulta che potessero avere anche uno scopo sepolcrale, per l'inumazione. Hanno una forma conica, con base circolare ed una altezza massima di 10 m. Svariati sono i posti in cui si possono rinvenire tali innalzamenti artificiali sul territorio della provincia di Lecce: Alliste, Racale, Nardò, Supersano, Martano, Cavallino e San Donato

(Specchia dei Mori, Salento)

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