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La storia

Le Torri costiere in Terra d’Otranto: problematiche di catalogazione tipologica

Orientarsi nel complicato e misterioso mondo delle torri costiere che punteggiano ogni lembo della nostra amata terra salentina è tutt’altro che semplice. Un pianeta a sè, un universo tutto da scoprire, che quotidianamente offre sempre nuovi elementi di studio che consentono di arricchire un quadro ben delineato solo in parte. Se si escludono le torri a base quadrata tipiche del Regno di Napoli, la terra d’Otranto è punteggiata lungo la costa da una varietà cospicua di edifici fortificati, ognuno con proprie caratteristiche associate a materiali, tecniche costruttive e stato di conservazione (nella foto, Torre S. Foca in territorio di Melendugno). E’ possibile operare una classificazione generale che può riassumersi nel modo seguente:

I) TORRI TIPICHE DEL REGNO: progettate, volute e costruite per realizzare la continuità della cintura costiera di sicurezza. Solo 50 in tutto il Regno di Napoli possono definirsi tipiche del Regno, anche se tutta la provincia di Lecce è praticamente imperniata su torri costruite precedentemente o contemporaneamente alle torri del Regno, ma per iniziativa e progettazione di privati o di enti pubblici periferici. Nella sola Terra d’Otranto, su 88 torri totali e su 66 riconosciute sul terreno, le più numerose sono sempre le tipiche del Regno, che assommano a 27 totali, qualcuna di grandezza eccezionale, a più di 3 caditoie per lato. (a lato, torre S. Caterina in territorio di Nardò)

II) TORRI QUADRATE VARIE: di derivazione dalle torri delle campagne dell’interno, specialmente delle masserie fortificate, più le anomale torri d’Orte e Mattoni, sono solo 14, tutte in Terra d’Otranto e quasi tutte, cioè 9, uguali di impianto e concentrate nell’area di Nardò.

III) TORRI ROTONDE VARIE: di dimensioni grandi e medie, abbastanza varie di tipologia e in totale 19 di cui ben 18 concentrate in Terra d’Otranto, tutte in provincia di Lecce, dal confine con la provincia di Brindisi fino ad appena sopra Gallipoli. Sono 8 torri di tipo grande, compresa l’anomala torre degli Uomini Morti, e 10 torri di tipo medio, compresa l’anomala torre Serpe. (accanto Torre Minervino in territorio di Santa Cesarea Terme)

IV) TORRI ROTONDE PICCOLE: 6 in tutto e 5 tutte raggruppate nell’area a sud di Otranto.


V)  TORRI OTTAGONALI: sono 3 in tutto, e 2 di esse dislocate agli estremi della terra d’Otranto, una verso Brindisi, l’altra verso Taranto, sono a cappello da prete e rappresentano in scala ridotta e senza necessità reali le disposizioni stellari delle piazzaforti di nuovo modello (foto 18-19).

(Torre S. Sabina nel territorio di Carovigno)

VI) TORRI NON RICONOSCIUTE: rientrano in questa casistica le torri che non possono essere ascrivibili ad alcuna tipologia in quanto presentano caratteri architettonici non uniformi e abbastanza variegati. Un esempio è costituito da torre Fiume in territorio di Nardò. (accanto torre Fiume a Santa Maria al Bagno)

di Maria Aurora Trentadue - http://spigolaturesalentine.wordpress.com

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