Il Borgo di Taranto non è più quello di una volta. Rispetto agli anni ’80 sono infatti diminuiti gli abitanti, è cresciuta la loro età media, e sono aumentati anche i palazzi fatiscenti. Ma se si sfrutteranno al meglio le opportunità offerte dalla legge regionale 21 del 2008 sullo sviluppo armonico delle città, che porta la firma dell’assessore all’Urbanistica Angela Barbanente, il centro di Taranto potrà tornare a risplendere come nel passato. Lo conferma uno studio commissionato dal Comune ad un’equipe di esperti, studio che è stato presentato venerdì sera nel Salone degli Specchi di Palazzo di Città dal sindaco, Ezio Stefàno, dall’assessore all’Urbanistica e vicesindaco, Alfredo Cervellera, e dal dirigente del settore, Vincenzo La Gioia. Tema dell’incontro: «Indagini, studi e rilievi finalizzati ad individuare un sistema di interventi di somma urgenza e programmi organici di conservazione del Borgo».
«Si tratta - dichiara l’assessore Cervellera - di uno studio preliminare ad un programma di rigenerazione urbana della città. Attraverso quest’indagine è stato possibile realizzare un aggiornamento preciso e un’analisi dettagliata rispetto al piano particolareggiato redatto nel 1982 e approvato dalla giunta comunale nel 1989. Questo nuovo studio lascia intendere come il Borgo si sia trasformato in tutti questi anni, passando dai 38mila abitanti di allora ai 22mila di oggi, con una popolazione anziana ultrasessantenne del 24 per cento e ultraquarantenne del 29 per cento, che insieme superano la metà della popolazione residente in centro. Si calcolano inoltre 38 palazzi in stato di fatiscenza».
Ma lo studio presentato venerdì ha anche evidenziato che nel Borgo esistono palazzi di pregio con i relativi rilievi di carattere storico-architettonico. E’ stata infatti sovrapposta l’immagine del Borgo della fine dell’800 con quella del 1922 quando l’assetto urbanistico della zona era completo per un buon 70 per cento ma non ancora ultimato. Nel frattempo s’è aggiunta la nuova edilizia, più moderna, che in parte ha sostituito quella storica preesistente.
Tra le prospettive c’è anche quella che l’Aeronautica possa lasciare Taranto. «Se pure l’area strategica attorno a Mar Piccolo si libererà, insieme alla Stazione torpediniera dell’Arsenale, alla Villa Peripato e al parco Cimino, si potrebbe finalmente completare quell’asse verde con piste ciclabili e spazi aperti che rappresenta uno dei nostri più ambiziosi progetti».
Progetti derivati da uno studio che al momento è solo sulla carta e che si spera possano vedere la luce. Il Comune ha infatti intenzione di condividere l’idea con gli Ordini professionali locali e gli altri soggetti del territorio per dare applicazione alla legge Barbanente. L’obiettivo finale è lo sviluppo armonico della città.
PAMELA GIUFFRE' - Lagazzettadelmezzogiorno.it













