LECCE - Achinoam Nini, nota in un tutto il mondo come Noa, sarà la “stella di prima grandezza” che risplenderà, con l’Orchestra Magna Grecia diretta da Piero Romano, al Politeama Greco di Lecce nella serata di domani, sabato 26 novembre. Questo è il prossimo appuntamento della stagione concertistica della Camerata Musicale Salentina. Torna a esibirsi con l’Orchestra della Magna Grecia la cantante israeliana nel cui canto si mescolano armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, un’artista capace di superare tutte le frontiere culturali.
Nel concerto di Lecce canterà, con l’Orchestra della Magna Grecia diretta da Piero Romano, un programma sinfonico che condurrà il pubblico in un “meraviglioso” viaggio musicale da Tel Aviv fino a Napoli. Sul palco con Noa anche il chitarrista Gil Dor, da 22 anni il suo “preparatore” e mentore musicale, nonché arrangiatore delle sue canzoni.
Nata a Tel Aviv nel 1969 da genitori yemeniti ebrei che si erano rifugiati in Israele, dopo due anni la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti dove la cantante si è formata musicalmente. In profonda crisi di identità - “non ero bianca e non ero nera” ricorderà -, a 17 anni Noa ritorna in Israele dove per due anni presta servizio militare, una esperienza che la segna significativamente.
Da quel momento l’artista userà il canto come strumento di riavvicinamento fra i popoli in conflitto, con particolare riguardo alla tragica questione mediorientale. Per questo Noa nel 2001 è stata insignita ad Assisi del premio “Artista per la Pace”, e nel 2003 è stata nominata “Ambasciatrice di buona volontà” della FAO.
Insieme all’attrice e cantante palestinese Mira Awad, inoltre, da circa dieci anni Noa è impegnata in una campagna sociale e musicale di sensibilizzazione sul conflitto mediorientale. Due anni addietro le due artiste ha inciso assieme il CD “There must be another way” (Ci deve essere un’altra via), la cui traccia eponima è un inno alla pace con la caratteristica di essere cantato in 3 lingue: ebraico, arabo e anglosassone.
La pace interiore, la candida innocenza e la semplicità che traspaiono in ogni suo gesto e in ogni nota della sua voce, rendono un concerto con Noa un momento di profondo coinvolgimento emotivo, trasportando il pubblico in una dimensione quasi eterea.
Da sempre alla ricerca di atmosfere e culture musicali diverse, in particolare mediterranee, le sue canzoni sono fortemente influenzate dall'ambiente israeliano perché, come afferma, “non potrei mai vivere lontano da Israele".
Recentemente Noa ha inciso il disco “Noapolis” cantando in napoletano le canzoni classiche della tradizione partenopea, un repertorio che sarà presentato anche a Taranto: “Santa Lucia”, “Era di maggio”, “Io te vurrie vasa”, “Tammuriata Nera”; nel concerto saranno proposti anche numerosi brani popolari del repertorio israeliano, canzoni scritte tra gli ani Trenta e gli anni Sessanta, come anche “La vita è bella” dell’omonimo film di Roberto Benigni di cui, su musiche del premio Oscar Piovani, la stessa Noa ha scritto i testi.
