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Squinzano, Ottobre 2011 - Tutti gli appuntamenti dell'Istambul Cafè

http://metaldome.info/wp-content/uploads/mvbthumbs/img_14248_dream-evil-the-book-of-heavy-metal-live.jpgVenerdì 7 ottobre riprendono le Metal Night. Spazio quindi alle sonorità death, trash, grind e black dei tarantini Stige e Assaulter, dei bresciani Cadaveric Crematorium, reduci dall’Heneiken Jammin’ Festival, e dei salentini Stillness Blade.

Nati a Brescia nel 1996 dopo vari cambi di formazione l'anno dopo trovano la formazione fissa e pubblicano la prima demo, Cadaveric Crematorium. Nel corso degli anni la band si è esibita in Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Svizzera e Austria al fianco di gruppi come Necrophagist, Cephalic Carnage, Malevolent Creation, General Surgery, Goratory, Ancient, Cripple Bastards, Natron, Kataklysm.

Gli Stillness blade, Max Schito (voce e chitarra), Gianpaolo Marsano (basso e seconda voce) e Antonio Donadeo (batteria) nascono nel 2002 dall’idea di portare in scena una serie di omicidi attraverso le loro canzoni. Nel 2005 registrano a Maglie il loro primo album, The first dark chapter (Misanthropic elevation), che viene pubblicato nel 2007 dall’etichetta canadese Obskure Sombre Records.

Sabato 8 ottobre si prosegue con l’atteso live dei Fonokit che, dopo aver suonato in apertura al concerto di Ligabue a Campovolo di fronte a 120.000 persone, ritornano nel Salento per presentare i brani del loro ultimo lavoro Amore o Purgatorio. I Fonokit (Marco Ancona, chitarra e voce, Ruggero Gallo, basso e Paolo Provenzano, batteria) sono uno dei gruppi di punta della scena Salentina, fucina di talenti eclettici e avanguardisti. Connotati dall'approccio musicale indie-rock di influenza British, i Fonokit sono inclini da sempre alla sperimentazione sonora e allo sviluppo di nuove formule, restando all’interno di un concetto eticamente punk inteso come devozione alla semplicità. Nei Fonokit, testi che prendono spunto dal vissuto reale si sviluppano in versi dal carattere visionario risonanti sulle corde di una poetica sensibile agli influssi decadenti dei primi anni novanta.

Venerdì 14 ottobre sul palco si alterneranno tutti i dj di RadioFlo, la web radio che allieta le vostre giornate al pc con le sue sonorità. I dj presenteranno le loro proposte e le novità di questo autunno.

Sabato 15 ottobre spazio all’hip hop con la rassegna Double Bass Live, che vede protagonista il progetto VideoMind, che coinvolge Tayone, Paura e Clementino che sarà in concerto per presentare il primo album, Afterparty. Il loro live è un party e VideoMind è qualcosa di più un semplice progetto musicale. I Videomind nascono con un’idea ed un obiettivo musicale chiaro e preciso, fondere il rap italiano con la disco music, l’elettronica ed il funk. Il pop è la vera provocazione. Open mind-Videomind è il loro slogan! Allargare i confini del rap in italiano per ampliarne il potenziale bacino d’utenza ad un pubblico più vasto e non più solo adolescenziale è uno degli obiettivi del trio campano. Il party come inizio e fine del discorso. Ma, oltre alla festa come punto d’incontro, in questo esordio c’è dell’altro. L’ironia cara alla narrazione afroamericana sposa simpatia e melodia partenopee ed il gioco è fatto. Paura, Clementino e Tayone non hanno niente da dimostrare. Il primo, fin dai 13 Bastardi, ha fatto la storia dello stile hardocore nazionale, il secondo, col suo flow newyorkese, ha vinto qualsiasi competizione di freestyle italiana, il terzo è un turntabilst di fama mondiale, con spiccate dedizioni all’hard-bop di gusto. Insieme prendono la tradizione, ne rintracciano gli elementi e li traslano in una dimensione in cui funk, clubbing, disco e french touch sono punti cardinali di un universo hip hop capace di solcare lo spartiacque verso questo millennio. “Siamo figli e vittime della video-generation e dei tempi che viviamo” è la grande ammissione che tesse i fili di Afterparty, album d'esordio dei VideoMind. Così musicisti di calibro (come Roy Paci, Federico Poggipollini, Alessio Manna e Patrick dei Casino Royale, e ancora Daniele Franzese e Davide Beatino) entrano in studio e i campionatori diventano parte di un’orchestra propria al 2010. Il risultato è pop, o meglio, scava verso le radici fino a rintracciarne il seme nella parola “popolare”.

Venerdì 21 ottobre arrivano all’Istanbul Cafè i perugini Colore perfetto che presenteranno i brani tratti dai loro dischi Il debutto (La tempesta dischi) e il più recente L’illusione del controllo (La libellula) con la produzione artistica di Giacomo Fiorenza (Moltheni, Offlaga Disco Pax, Paolo Benvegnù ecc.). Un'opera che non risparmia niente all'ascoltatore, che non si nega alla velocita dei passaggi più duri come alla fascinazione della poesia, che si dilata nei passaggi strumentali e poi rapprende violentemente nei risvolti più crudi: un tentativo coraggioso, una sonda sonora lanciata a scoprire tutto il caldo del buio.Il nuovo disco della band perugina è una scoperta del qui e adesso dei bei tempi che furono, un congegno nascosto di derivazioni psichedeliche, rock organico e testi che hanno ancora il valore dell'introspezione sincera e vissuta. Ascoltarlo è come guardare una vecchia foto e scoprire una nuova luce sui volti delle persone. E' come riassaporare il passaggio velocissimo di sensazioni provate nel passato. Non c'è nulla di volutamente retrospettivo tra le tracce del disco, niente di assimilabile alla volonta di avere un suono retro: semplicemente questo disco sa allo stesso tempo di classico e di attuale. Le liriche disegnano spirali ardite, scandite da un cantato dilavato di qualsiasi posa, barricato al culmine (impossibile) tra disillusione e incanto.

Sebbene risulti evidente la scelta compositiva di snellire alla ricerca di un impatto sonoro asciutto e monolitico, nelle trame musicali risuonano comunque vortici, isolati e non, di passati musicali e paesaggi sonori coerenti al percorso che lega l'album dalla traccia uno alla dieci. Un album che incendia, scava, ammorbidisce, illumina ed oscura ad oltranza i tanti incipit presenti nel precedente “Il debutto”, sconvolgendone le costruzioni musicali e liriche. Realismo, sentimento, ambienti sonori cangianti ed ariosi, ma anche velocita, tenebra e un risentimento che ha tutta l'audacia del vero.


Sabato 22 ottobre è la volta di un gradito ritorno in terra salentina: quello degli Ulan Bator, band francese fondata nell’ormai lontano 1993 da Amaury Cambuzat, unico componente rimasto della formazione originale. Gli Ulan Bator hanno segnato una scena europea di grande vitalità, quella del rock alternativo che si rifaceva a sonorità post rock e rinverdiva l’eredità dei gruppi del cosiddetto Kraut rock. Oggi, dopo cinque anni di silenzio dall’ultimo album i francesi ritornano con un nuovo disco alle spalle, Tohu-Bohu, e ancora tante cose da dire al loro pubblico.

Venerdì 28 ottobre il palco dell’Istanbul cafè ospiterà Mombu, il nuovo progetto musicale di Luca T. Mai, sassofonista degli Zu e Antonio Zitarelli batterista dei Neo, che dopo la collaborazione nel progetto Udus hanno deciso di ridurre all'osso l'organico per cimentarsi in un progetto che vuole trattare soluzioni musicali di matrice africana e mescolarle con la violenza sonora cara ad entrambi. Il risultato è una musica fatta di ritmiche magico-ipnotiche, barriti da rituale voodoo ed uscite di rigore africano con una chiave di lettura personalissima dettata dall'esperienza musicale di entrambi.

Sabato 29 ottobre si balla al ritmo del rock con il dj set e le selezioni video di Ballarock. Una serata fatta apposta per scatenarsi e ballare a suon di rock, dagli anni 60 ad oggi. Dai Beatles ai Rolling Stones, dai Cure ai Depeche Mode, dai Subsonica ai Bluvertigo, dai Blur agli Strokes, dai Red Hot Chili Peppers ai Queens of The Stone Age, dai Nirvana ai System of a Down, dai Metallica agli Slipknot e tanti tanti altri.

Lunedì 31 ottobre si trasforma in un locale da paura per la notte più spaventosa dell’anno: Halloween, con l’ormai classica Metal night. Quali sonorità si adattano meglio alla notte delle streghe se non quelle delle chitarre tirate e delle voci profonde del death e del trash metal?

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