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Elezioni Amministrative 2012

Elezioni 2012 Brindisi, Ciraci (Sel): Pd, Sel e Idv insieme per un vero centrosinistra

http://3.bp.blogspot.com/-yV7gH8q19Pw/Tob7rXi15BI/AAAAAAAAYBU/ZmEwQQZVnp0/s1600/brindisi_big.jpgBRINDISI - Si voterà il 6 e 7 maggio. E’ questa la data ufficiale delle Elezioni amministrative 2012, che ridisegnerà i rapporti d forza nel nuovo panorama politico italiano. Intanto la politica italiana migliore perde Oscar Luigi Scalfaro, protagonista della vita politica democratica, strenuo difensore della nostra Costituzione ed esempio di coerenza e integrità morale. L'ultimo suo inno fu verso i giovani: non arrendetevi mai. Ed i giovani sono l’unico futuro pensabile per Brindisi. Ma detto ciò, entriamo subito nel merito delle elezioni amministrative di Brindisi, che stanno creando scompigli negli schieramenti politici, a dimostrazione di quanto sia alta la posta in gioco, per certe formazioni politiche.

Sappiamo bene che il centrodestra si muove politicamente in senso liberale e capitalistico, per cui, per queste formazioni, è quasi normale parlare di lobby politica, di interessi, cioè di casta. Ma altresì, oggi, sappiamo bene, quali sono stati in Italia gli effetti di queste scelte politiche, che hanno visto protagonisti, soprattutto alcuni partiti, come PDL, UDC, Lega e parte del PD. Intanto, in Puglia stiamo vivendo un esempio virtuoso di governance di centrosinistra, e stiamo vedendo anche che questo modello di governance, formato principalmente da PD, SEL, IDV, Puglia per Vendola, Socialisti, sta avendo grandi consensi in Italia ed in Europa.

Questo governo di centrosinistra ha liberato la Puglia dalle ipoteche della finanza creativa di cui Tremonti ed il centrodestra furono virtuosi sostenitori, perché ha dimezzato il debito come riconosce Moody’s, perché ha costruito politiche pubbliche innovative, ambientalmente sostenibili e socialmente eque. L’innovazione è stata per il centrosinistra pugliese la costruzione di una visione del futuro che mettesse a valore le giovani generazioni, il loro talento, la loro domanda di lavoro stabile e competente. Il governo di centrosinistra ha investito sull’economia della conoscenza e sull’industria creativa, come il cinema e la musica, ha sviluppato il turismo di qualità, con dati sempre più in crescita. L’agricoltura, con le produzioni più qualificate guadagna mercato e attrae una nuova generazione di agricoltori e di agricoltori-trasformatori, capaci di puntare anche sul turismo rurale e sulle masserie didattiche. Oggi dobbiamo capire che l’agricoltura è il futuro che diviene ricchezza, ed è anche difesa della biodiversità, di relazioni sociali, di saperi che si tramandano di generazione in generazione.

Per questo chiedo a PD, IDV, SEL, di smetterla di pensare la politica come gestione del potere, come viene interpretata da UDC e dal Laboratorio Ferrarese, e pensare la politica come al bene dei cittadini brindisini, e per questo dico loro: siate alternativa vera, date al centrosinistra un volto nuovo e pulito. Occorre lavorare per una sinistra riformista, plurale e aperta, consapevole dei suoi valori e di certo non succube, per creare davvero l’alternativa di governo che la maggior parte dei cittadini di Brindisi chiede, come ha ampiamente dimostrato con l’espressione di voto alle ultime elezioni regionali.
Il PD si è posto l’obiettivo di costruire un’alleanza elettorale simile a quella che nelle ultime elezioni provinciali ha sostenuto Ferrarese (PD, UDC, Noi Centro, Sviluppo e Lavoro, IDV, Partito Socialista, Brindisi Socialista). Ma la rincorsa accanita del PD ad allearsi con il Laboratorio, sta distruggendo le anime migliori del centrosinistra di Brindisi, proprio come vuole Ferrarese ed Argese, cioè dividere per meglio comandare. Solamente due giorni fa, attraverso l’emittente Telerama, in un confronto con il presidente della provincia di Lecce, Gabellone, Ferrarese dichiarava che partiti come IDV e SEL, e tutti i partiti radicali di sinistra, dove solo Vendola è al limite della accettazione, non dovrebbero neanche esistere nel panorama politico e di governo, perché sono questi gruppi politici che non consentono la crescita italiana, ed hanno sempre arrecato danno all’Italia. Ed Argese ha aggiunto un giorno dopo, dimostrando come questi politici sanno solo offendere e affrontare le questioni con arroganza, dall’alto di un pulpito di cui si sono fatti da soli proprietari, che loro nulla hanno a che fare con finti e inconcludenti rivoluzionari. Ed in più sono arrivate le minacce: “capiscano questi pochi che tentano di condizionare la politica brindisina che è finito il loro tempo”.

Ma a Brindisi, il PD, o almeno una parte, da subito si è schierato per una alleanza “strategica” con UDC e Laboratorio, ed allora ci chiediamo cosa vuol dire oggi essere di centrosinistra, e per molti di noi brindisini, che al governo regionale di centrosinistra e a SEL hanno dato la maggiore percentuale di voto alle regionali 2010, è creare una Brindisi migliore, una città a misura d’uomo, una città di giustizia e coesione sociale, legata alla difesa dell’ambiente e del territorio, e non può rimanere la piccola provincia che viene sbattuta da una parte all'altra, per biechi giochi di potere, perché così non c’è cambiamento, non c’è crescita, e soprattutto non c’è rottura con il passato.
In un comunicato di 11 rappresentanti del coordinamento cittadino del PD si dice che una parte del PD, spostata al centro, non ha posto con fermezza la assoluta priorità della costruzione di un’alleanza ampia di Centrosinistra che fosse il segnale di cambiamenti e rinnovamenti reali nella politica e nella amministrazione della città di Brindisi. I sottoscrittori del documento si ritengono impegnati a promuovere le condizioni affinchè il PD riconquisti un ruolo centrale nel tentativo di ricomposizione ampia dell’alleanza di centrosinistra che non può e non deve presentarsi come un assemblaggio di sigle prive di un chiaro ed univoco indirizzo politico-amministrativo, ma deve rispondere appieno alla domanda di novità la quale non può esaurirsi esclusivamente nella designazione di un candidato Sindaco esterno alle espressioni di partito.

Insomma non ci sono posizioni chiare nello stesso PD, ed allora ci rendiamo conto che in questi 3 anni PD, SEL e IDV non sono riusciti a costruire un percorso comune, dovuto al grande fermento di idee, ma è basilare far ritornare Brindisi in alto, come merita, e bisogna costruire una classe politica che davvero vuole portare avanti un programma di cambiamento, perché la gente vuole girare pagina e far tornare Brindisi ad avere la sua meritata dignità. A Brindisi bisogna mettere in campo il ciclo delle bonifiche ambientali, perché Brindisi non merita di essere cartolina del veleno industriale e merita un futuro migliore puntando sul mare, sulla ricchezza archeologica e culturale, sul turismo e sull’agricoltura, oltre che su quei poli industriali che vanno ristrutturati nel segno della sostenibilità.
A noi brindisini non interessano gli accordi di potere che qualcuno oggi al governo della nostra provincia fa, a noi interessa che Brindisi cresca ed abbia un futuro dignitoso.
E ci domandiamo: PD, SEL, IDV, non dovrebbero cercare una unione principalmente con i movimenti e le associazioni ambientaliste (Legambiente, Brindisi Bene Comune, No al Carbone, etc) che fanno capo a Michele Errico, ex presidente della provincia, e non dovrebbero pensare a confrontarsi con la Puglia per Vendola e Sviluppo e Lavoro, che fanno capo a Giovanni Brigante, e non dovrebbero confrontarsi con Rifondazione, Verdi, e Federazione della Sinistra, tutti naturali alleati?

O intanto qualcosa è cambiato e la politica, quella nobile arte, è morta per dare spazio solo al populismo? Lasciate l’UDC ed i Laboratorio Ferrarese con il loro modo violento, volgare ed offensivo, e lasciatelo nell’eterno dilemma: da che parte devo schierarmi per mangiare domani? L’UDC, da sempre cerca il carro dei vincitori e non ha ideologie chiare, e mi chiedo come ci si può unire a dei provocatori, ai soliti mangia mangia, comunemente detto partito della pagnotta, se non per il potere? E’ questo il bene di Brindisi? E’ questo che il centrosinistra vuole?

Pino Ciraci
Coordinamento provinciale SEL Brindisi

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