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Elezioni Amministrative 2012

Poli Bortone: sì al dialogo con il Pdl, ma il sindaco Perrone si faccia da parte

LECCE — Dialogo? Perché no, ma a patto che il Pdl non si presenti con Paolo Perrone come candidato sindaco. Adriana Poli Bortone non si sposta di un millimetro rispetto alla sua posizione iniziale, e di accettare il sindaco in carica, e suo ex vice, come candidato da sostenere in campagna elettorale, non ne vuole proprio sapere. Il movimento «Io Sud», fondato dalla ex sindaca di Lecce e ora pronto a diventare Grande Sud insieme a Forza del Sud, Noi Sud e Partito dei consumatori, è dunque il più corteggiato alla vigilia della consultazione per il rinnovo del Consiglio comunale di Lecce e per l'elezione del nuovo primo cittadino.

Anche il Pd e il centrosinistra strizzano l'occhio all'ex esponente di An, per non dire dell'Udc, partito con il quale Io Sud governa la Provincia di Brindisi, e non solo. «Credo che per il Pdl, dialogare sia uno stato di necessità», sentenzia la lady di ferro mentre, in Senato, corre da una riunione di commissione all'altra. «I tempi - aggiunge - consigliano di aprirsi agli altri e di non arroccarsi sul solo Popolo delle libertà e qualche altra lista civica. Mi risulta, tra l'altro, che La Città non sarà presente come lista autonoma alle prossime elezioni amministrative di Lecce». Dialogo, dunque, ma con quali prospettive e puntando su quali nomi? Il Pdl ha sempre ripetuto che il suo candidato rimane il sindaco in carica. Perrone, però, si è detto disposto a confrontarsi nelle primarie se dalla società civile dovesse venire fuori una candidatura forte e autorevole. E Poli Bortone che ne pensa? «Se si apre un dialogo su scelte già fatte, cadono i presupposti stessi del dialogo», risponde senza mezzi termini. «La disponibilità di Perrone ad affrontare le primarie - aggiunge - è rispettabile, ma è una sua personale posizione. Prima che di nomi, parliamo di progetti e di valori condivisi».

E sì, perché per la senatrice leccese, quello dei valori è uno degli argomenti più importanti. «Sono e rimango una donna di destra - dice -, perché sono cresciuta e mi sono formata con quei valori. Certo, oggi non mi riconosco nel Pdl e in questa destra che non parla di lavoro, di partecipazione, di crescita sociale. Ecco perché crescono i partiti territoriali, perché sono quelli che affrontano i problemi reali della gente e che puntano al recupero dell'identità». Quali alleanze, quindi, e con quali forze? Poli Bortone guarda alla parte del Pdl più vicina al cattolicesimo con la quale costruire una ricomposizione in nome dei valori più importanti. «Quelli per i quali - conclude - mi auguro si lavori tutti insieme nei prossimi anni. Su valori e obiettivi comuni dai quali far emergere una candidatura». I giochi, quindi, sono ancora tutti aperti, anche se il tempo corre e la vera campagna elettorale comincerà soltanto quando ci sarà un candidato sul quale puntare.

Francesca Mandese - Corriere della Sera

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